Fotobiomodulazione e salute del fegato: la luce rossa e il vicino infrarosso possono sostenere l'organo metabolico più importante dell'organismo?
- Jana Drnkova
- 8 giu
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 9 giu

Il fegato è uno degli organi più straordinari del corpo umano. Ogni minuto svolge centinaia di funzioni essenziali che ci aiutano a mantenerci in salute e a funzionare al meglio. Dall'elaborazione dei nutrienti al supporto del metabolismo, dalla regolazione della produzione di energia alla filtrazione delle sostanze presenti nel flusso sanguigno, il fegato lavora instancabilmente dietro le quinte per mantenere l'equilibrio dell'organismo.
Considerato il suo ruolo centrale nella salute e nel benessere, i ricercatori sono sempre più interessati a individuare modi per sostenere la normale funzione epatica. Uno dei campi di ricerca più promettenti è la fotobiomodulazione (PBM), conosciuta anche come terapia con luce rossa.
La fotobiomodulazione utilizza specifiche lunghezze d'onda della luce rossa e del vicino infrarosso per supportare le funzioni cellulari. A differenza delle terapie basate sul calore, la PBM agisce fornendo energia luminosa che può essere assorbita da componenti cellulari, in particolare dai mitocondri, le vere centrali energetiche presenti in quasi tutte le cellule del corpo umano.
Sebbene gran parte della ricerca sulla fotobiomodulazione si sia concentrata sul recupero muscolare, sulla salute della pelle, sulle prestazioni fisiche e sulle funzioni cognitive, gli scienziati stanno studiando anche come la luce rossa e il vicino infrarosso possano influenzare alcuni processi biologici associati alla salute del fegato.
Perché il fegato è così importante?
Il fegato svolge oltre 500 funzioni conosciute, tra cui:
Supporto del metabolismo energetico
Elaborazione di grassi, carboidrati e proteine
Produzione di enzimi e proteine essenziali
Immagazzinamento di vitamine e minerali
Supporto dei naturali processi di detossificazione dell'organismo
Regolazione della glicemia
Contributo al corretto funzionamento del sistema immunitario
Poiché il fegato è un organo estremamente attivo dal punto di vista metabolico, necessita di enormi quantità di energia cellulare per svolgere efficacemente questi compiti. Per questo motivo, una funzione mitocondriale ottimale è particolarmente importante per la salute delle cellule epatiche.
Energia cellulare: il fondamento della funzione epatica
Ogni cellula del fegato dipende dai mitocondri per produrre adenosina trifosfato (ATP), spesso definito la valuta energetica dell'organismo.
La fotobiomodulazione è stata ampiamente studiata per i suoi effetti sull'attività mitocondriale. Le ricerche suggeriscono che specifiche lunghezze d'onda della luce rossa e del vicino infrarosso, tra cui 660 nm e 850 nm, possano supportare l'efficienza della produzione di energia cellulare.
Quando le cellule dispongono di energia sufficiente, sono meglio equipaggiate per mantenere le loro normali funzioni biologiche, rispondere alle sfide quotidiane e sostenere il mantenimento dei tessuti.
Questa relazione tra luce, mitocondri e produzione di ATP rappresenta uno dei principali motivi per cui gli scienziati stanno studiando la fotobiomodulazione negli organi con elevato fabbisogno energetico, incluso il fegato.
Supporto delle naturali difese antiossidanti dell'organismo
Lo stress ossidativo è una conseguenza naturale del metabolismo e della vita quotidiana. Tuttavia, quando diventa eccessivo, può esercitare una pressione aggiuntiva sulle cellule e sui tessuti.
Il fegato è particolarmente esposto allo stress ossidativo poiché svolge un ruolo centrale nell'elaborazione dei nutrienti e di numerose sostanze presenti nel sangue.
Diversi studi hanno esaminato la relazione tra fotobiomodulazione e attività antiossidante. Ricerche condotte su modelli animali hanno dimostrato che alcune lunghezze d'onda della luce rossa e del vicino infrarosso possono influenzare i sistemi di difesa antiossidante del fegato.
Supportando i naturali meccanismi antiossidanti dell'organismo, la PBM potrebbe contribuire al mantenimento di un ambiente cellulare sano e sostenere la normale funzione epatica.
Il legame tra luce e processi infiammatori
L'infiammazione è una risposta biologica naturale che aiuta l'organismo ad adattarsi e a rispondere alle diverse sfide che incontra.
La fotobiomodulazione è stata ampiamente studiata per i suoi effetti sui percorsi biologici coinvolti nei processi infiammatori. Numerosi studi suggeriscono che la luce rossa e il vicino infrarosso possano influenzare specifiche molecole di segnalazione cellulare coinvolte nella normale risposta infiammatoria dell'organismo.
Per organi come il fegato, nei quali infiammazione e stress ossidativo sono strettamente collegati, questo campo di ricerca ha suscitato un notevole interesse scientifico.
Sebbene siano necessari ulteriori studi sull'uomo, le evidenze attuali suggeriscono che la fotobiomodulazione possa sostenere processi biologici importanti per il mantenimento di una normale funzionalità dei tessuti.
Rigenerazione del fegato: un affascinante ambito di ricerca
Il fegato possiede una capacità unica che pochi organi condividono: la rigenerazione.
Gli scienziati hanno studiato se la fotobiomodulazione possa influenzare alcuni processi biologici coinvolti nella riparazione e nella rigenerazione dei tessuti. Diversi studi condotti su animali hanno esaminato l'utilizzo della terapia laser a bassa intensità dopo lesioni epatiche o resezioni parziali del fegato.
I risultati suggeriscono che la PBM possa sostenere processi associati al rinnovamento dei tessuti, alla formazione di nuovi vasi sanguigni e all'attività cellulare coinvolta nella rigenerazione.
Sebbene questi risultati siano incoraggianti, la maggior parte delle ricerche sulla rigenerazione epatica rimane di natura preclinica e richiede ulteriori studi sull'uomo.
Perché le lunghezze d'onda da 610 a 850 nm sono importanti
Le lunghezze d'onda più rilevanti per la ricerca sul fegato si trovano negli spettri della luce rossa e del vicino infrarosso.
La luce rossa, in particolare tra 630 e 670 nm, è frequentemente studiata per i suoi effetti sui tessuti superficiali e sui processi cellulari. La luce nel vicino infrarosso, tra 808 e 850 nm, penetra più in profondità nei tessuti ed è spesso utilizzata quando l'obiettivo è raggiungere strutture biologiche più profonde.
Per il supporto del fegato, le lunghezze d'onda intorno a 660 nm e 850 nm sono particolarmente interessanti, poiché rientrano nella finestra terapeutica della fotobiomodulazione e sono tra le più utilizzate nei moderni dispositivi per la terapia con luce rossa.
I dispositivi Alpinglow utilizzano lunghezze d'onda accuratamente selezionate nella gamma della luce rossa e del vicino infrarosso, progettate per sostenere la produzione di energia cellulare, il recupero, la circolazione e il benessere generale.
Come utilizzare la terapia con luce rossa per sostenere il fegato
Sebbene la ricerca sulla fotobiomodulazione e sulla salute del fegato sia ancora in fase di sviluppo, molti utilizzatori applicano la luce rossa e il vicino infrarosso nell'area del fegato per sostenere la produzione di energia cellulare e il benessere generale.
Dove applicare la luce?
Il fegato si trova principalmente nella parte superiore destra dell'addome, appena sotto le costole.
Posizionare il dispositivo in modo che la luce sia diretta direttamente verso quest'area.
Distanza consigliata
Per la maggior parte dei pannelli di terapia con luce rossa, si consiglia generalmente una distanza di circa 15-30 cm dal corpo.
Seguire sempre le raccomandazioni specifiche fornite dal produttore del dispositivo.
Durata della sessione
Una sessione tipica dura tra i 10 e i 20 minuti.
Molti utilizzatori iniziano con sessioni più brevi e aumentano gradualmente la durata in base al proprio comfort e alla risposta individuale.
Frequenza di utilizzo
Per il supporto del benessere generale, le sessioni possono essere effettuate da 3 a 7 volte alla settimana.
La costanza è spesso più importante dell'intensità. Un utilizzo regolare per diverse settimane o mesi è generalmente raccomandato.
Lunghezze d'onda consigliate
Gli studi sui processi biologici correlati al fegato hanno frequentemente utilizzato:
Luce rossa da 630 a 670 nm
Luce nel vicino infrarosso da 808 a 850 nm
La combinazione di 660 nm e 850 nm consente sia un'azione superficiale sia una penetrazione più profonda nei tessuti, rendendola una delle combinazioni più utilizzate nella fotobiomodulazione.
Nota importante
La fotobiomodulazione è finalizzata a sostenere il normale funzionamento cellulare e il benessere generale. Non sostituisce il parere medico né i trattamenti prescritti da professionisti sanitari.
La terapia con luce rossa può sostituire un trattamento medico per il fegato?
No. La fotobiomodulazione non deve essere considerata un trattamento o una cura per le malattie del fegato.
Le persone con enzimi epatici elevati, steatosi epatica, epatite, cirrosi, problemi alla cistifellea, stanchezza inspiegabile, dolori addominali o qualsiasi altra patologia epatica diagnosticata dovrebbero consultare un professionista sanitario qualificato.
La PBM è meglio compresa come una tecnologia complementare per il benessere. Può accompagnare abitudini di vita riconosciute per sostenere la salute del fegato, tra cui:
Un'alimentazione ricca di nutrienti
Attività fisica regolare
Sonno di qualità
Consumo moderato di alcol
Mantenimento di un peso corporeo sano
Supporto dell'equilibrio glicemico
Riduzione dell'infiammazione cronica
In sintesi
Il fegato svolge un ruolo centrale nella detossificazione, nel metabolismo e nell'equilibrio energetico. Le prime ricerche suggeriscono che la fotobiomodulazione possa sostenere alcuni processi biologici correlati alla funzione epatica, tra cui l'attività mitocondriale, lo stress ossidativo, la regolazione dell'infiammazione, il metabolismo dei lipidi e il rinnovamento dei tessuti.
Le evidenze scientifiche continuano a evolversi e gran parte degli studi attuali è stata condotta su modelli animali. Tuttavia, i risultati ottenuti finora sono sufficientemente promettenti da rendere la fotobiomodulazione un campo di ricerca estremamente interessante nell'ambito del supporto alla salute del fegato.
Per le persone che cercano approcci non invasivi per sostenere la produzione di energia cellulare, il recupero e il benessere generale, la terapia con luce rossa e vicino infrarosso può rappresentare un valido complemento a uno stile di vita sano.
Références
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